Medico, tisiologo, fisiologo, ricercatore, scienziato
Nato a Piedicastello l’8 gennaio 1902

Non è facile per noi che siamo vissuti vicino ai suoi quattro figli, nell’ immediato dopo guerra,presentare questo nostro concittadino, questo grande medico tisiologo e scienziato ricercatore e sopratutto un uomo con una personalità permeata di profonda dirittura morale e di un’ onestà e di un’ intima bontà inarrivabile, questo montanaro e scalatore delle nostre belle montagne, che lo hanno visto raggiungere la cima della vetta del “Campanile Basso” per ben cinque volte.

Per questo motivo lasciamo libero spazio a quanto è stato scritto di lui da chi è stato vicino nella sua vita, nel suo laboratorio e nelle corsie degli ospedali dove ha dato tutta la sua vita per gli ammalati e per la scienza.

Scrive un suo collega: “ Verso la fine del mese di ottobre del 1948 moriva a Fasano del Garda, vittima del male che egli tanto efficacemente aveva contribuito a combattere, il prof. Dott. Giuseppe Scoz.

Nel parlare di lui due sentimenti soprattutto pervadono il mio animo: il dolore per la sua crudele e immatura perdita che è anche gravissima perdita per la tisiologia italiana ed un senso di profonda ammirazione per la sua figura di studioso che ancora sul suo letto di morte , a pochi giorni della sua straziante fine, mi chiedeva delle riviste scientifiche delle quali mi sapeva in possesso e che gli occorrevano per portare a termine quello che fu il suo ultimo lavoro.

Giuseppe Scoz è nato a Trento l’8 gennaio 1902 nel popolare rione di Piedicastello da famiglia poverissima e dovette provvedere da sé a mantenersi agli studi : Si laureò in medicina a Firenze nel 1927 e conseguì l’abilitazione alla professione a Padova nel 1928: Negli anni 26—27—28 fu interno presso l’Istituto di Fisiologia di Firenze e nel 1929, ottenne una borsa di studio dalla Fondazione Rockefeller, si trasferì a Napoli dove lavorò fino al 1933 sotto la direzione dei Professori Bottazzi e Quagliarello.

In tale anno si trasferì a Milano ove nel luglio vinse il concorso al posto di assistente effettivo alla cattedra di Fisiologia tenuta dal Prof. C.Foa. Nel novembre del 1934, a soli 32 anni, conseguì la libera docenza in chimica biologica: Nel novembre del 1935 passò a Roma ove fu assunto come aiuto volontario presso la cattedra di Tisiologia di quell’università.

Nel maggio del 1939, nominato primario di ruolo dell’I.N.P.S. passò a Napoli presso l’Istituto Sanatoriale “Principi di Piemonte” ,diretto allora dal Prof. Omodei Zorini ed ivi rimase quale direttore, tra l’altro dei laboratori di biologica per sette anni, finché cioè le sue forze glielo permisero. È questo il suo periodo aureo della sua produzione scientifica che si riassume complessivamente in 82 lavori per gran parte originali ,37 note preventive ed un corso di tecnica chimica biologica.

Quando si pensa a questa mole di lavoro, anche dal punto di vista qualificativo, che egli ha saputo e tenacemente voluto portare a termine in poco più di un decennio malgrado i disagi della guerra e nonostante la sua malferma salute, bisogna convenire che la sua breve vita terrena è stata un luminoso esempio dell’eterna lotta dello spirito sulla materia che egli è più volte riuscito a piegare con uno sforzo superiore di volontà ma alla quale alla fine ha dovuto soccombere .

L’entrare nei dettagli della sua vasta produzione scientifica porterebbe troppo lontano: Citerò fra i più importanti ed originali quelli sul comportamento della lipasi del plasma dei malati di tbc polmonari coi quali egli valendosi di procedimenti di tecnica da lui stesso ideati , ci diede nelle mani un prezioso e semplice mezzo di valutazione della capacità di resistenza dell’organismo all’infezione tbc.”

A cura di Remo Liberi