La maggior parte delle persone che conoscono le case operaie di Via Verruca e Via Papiria a Piedicastello sono solite accostarle o alla vicina Fabbrica ex Italcementi o alla Società di Mutuo Soccorso, che però è subentrata solo in un secondo tempo nella costruzione delle abitazioni. L’idea iniziale della loro edificazione è partita ben primae si deve alla risolutezza di Paolo Oss Mazzurana, eletto Podestà di Trento per ben quattro volte nel periodo tra il1872 ed il 1892, come riportato nel libro di Graziano Riccadonna dal titolo Paolo Oss Mazzurana – Il progresso al potere.

“…La costruzione delle prime case operaie a Piedicastello, aldilà del fiume Adige verso il Dos Trento, e in Pietrastretta, sulla collina verso nord, cerca di offrire una prima risposta organica al problema sociale, anche se la molla originaria non poteva che essere l’espulsione delle classi più povere dal centrourbano per permettere l’azione di risanamento del centro storico.… Il modello cui ispirarsi esiste già, sono le case operaie costruite a Schio dal 1872 da Alessandro Rossi, l’industriale filantropo dell’Ottocento. Appunto a Rossi si indirizzano le attenzioni per riportare aTrento le idee di progettazione edilizia più avanzate anche dal punto di vista sociale e civile, in vista del raggiungimento di due mete essenziali “moralità e buona condotta”. Nel 1889 prende corpo l’idea di un quartiere operaio nella zona di Piedicastello, in un’area in parte appena liberata dall’Adige e acquistabile a prezzi modici dal Comune in quanto area da bonificare… …Ciascuna abitazione e prevista nella dimensione di 90 metri quadrati su due piani, è dotata di gabinetto esterno, di un piccolo orto e di un pollaio per esigenze della famiglia. Secondo il preventivo esposto da Oss Mazzurana, ogni casa operaia sarebbe costata 2.150 fiorini, non comprendendovi il costo del terreno da accollare per intero al Comune, ma includendovi tutti gli altri lavori di bonifica, alzamento del livello del terreno per evitare le piene dell’Adige, la sistemazione di viali e vialetti, l’acquisto della cucina economica (la cucina economica in ogni abitazione è leit motivdi Paolo Oss Mazzurana, che la include d’ufficio in ogni progetto per una serie di motivazioni economichee sociali… – Nel locale destinato ad uso di cucina e nel tinello delle case di Schio c’è un focolare aperto eseguito ad uso di caminetto; invece nel progetto di Trento ho introdotto un focolaio economico e credo che questo sia sotto ogni aspetto più pratico sia per il risparmio di combustibile, sia per la pulizia dei locali perché il focolaio economico serve anche per il riscaldamento del locale nelle stagioni fredde.

-Per motivi di risparmio di terreno, la casa operaia viene progettata a due piani e su questa base viene quindi formata una commissione incaricata di approfondire gli aspetti tecnico-sociali dell’iniziativa. La relazione finale della commissione rappresenta a tutt’oggi la summa più completa circa il problema degli alloggi popolari e la soluzione adottata a Trento, auspice e ispiratore lo stesso Oss Mazzurana. La contestazione più aperta al progetto di Piedicastello è proprio la localizzazione, cui la commissionee poi il Comune stesso si sarebbero ridotti dopo aver scartato numerose altre località, come i Paradisi,oppure lo stabile Angelini al Fersina e quello del conte Sizzo ai Molini: se per gli ultimi due possono valere agevolmente le difficoltà di ordine edilizio, per la prima si è obiettata la lontananza da scuole eservizi sociali: ma sono altresì piuttosto note dall’incartamento comunale le pressioni per scongiurare un insediamento popolare in area naturalmente vocata quale quartiere residenziale.…Il 6 giugno 1890 la Giunta municipale dà l’avvio all’operazione Piedicastello, proponendo al civico consesso l’acquisizione dell’area di Piedicastello ……La politica sociale governativa viene lentamente ad affiancarsi al tentativo mazzuraniano: la legge imperiale del 9.2.1892 n°37 e provinciale del31.7.1892 n° 21 concedono esenzioni fiscali alle costruzioni per la classe operaia: e il Consiglio comunale di Trento nella sessione del 3.12.1892 approva il piano regolatore di Piedicastello, stabilendole facilitazioni da accordarsi dal Comune per la costruzione degli alloggi popolari. In particolare, sono esenti dall’ imposta “quei fabbricati abitabili, che vengono costruiti allo scopo di appoggiarli esclusivamente agli operai e di offrire agli stessi abitazioni salubri a buon prezzo, e precisamente se vengono eretti: a) da comuni, associazioni e istituti di comune utilità, per operai; b) da consorzi formati da operai per i loro membri; c) da padroni per i loro operai”, come recita il secondo paragrafo della citata legge austriaca del 1892. Ma nonostante la legge austriaca e la delibera trentina, l’iniziativa privata per le case operaie stenta ad affiorare, anzi non se ne fa nulla, anche perché il Consiglio comunale non è dell’avviso, contrariamente al Podestà, di intraprendere direttamente il finanziamento dell’operazione, ligio al principio liberale del non-intervento diretto: cosa che distanzia l’ideologia mazzuraniana dalla maggioranza liberale. A questo punto Oss Mazzurana compie la scelta di costruire direttamente e con finanziamento personale e privato la costruzione di una prima fila di 10 case operaie. Un primo ostacolo è superato agevolmente dalla Giunta municipale, ma ciò non toglie qualche ombra di sospetto sull’operato mazzuraniano: il Podestà pur essendo un imprenditore non possiede un industriaa Trento, ma altrove, pertanto non si trova affatto nelle condizioni previste dalla legge austriaca sull’esenzione delle imposte per 24 anni.…Comunque l’atteggiamento del Mazzurana è consequenziale con la massima della concretezza unita all’utilitarismo tipico dell’economia classica di stampo ricardiano.…Scomparso il Mazzurana, i figli offrono le 10 case alla Società di Mutuo soccorso, con la clausola che essa rispetti le facilitazioni concesse dallo Stato agli operai e riconosca il padre come creditore ipotecario del capitale corrispondente soltanto alla spesa incontrata nella costruzione, più l’interesse del 3,5% degli esborsi fino alla data del pagamento. Da tale spesa vengono esclusi i progetti, la sorveglianza tecnicae i collaudi: più onesta di così la transazione non poteva essere, come riconosce lo stesso Consiglio comunale nella sessione del 3 agosto 1894. Le filantropiche intenzioni del Podestà sono dunque salve dalla maldicenza, almeno ufficialmente. La vendita degli eredi Mazzurana del primo lotto di 10 case alla Società di Mutuo Soccorso tra il 1896 eil 1897 segna l’inizio di un interesse più largo per le case operaie:e un secondo lotto di case viene costruito dalla stessa Società, con la modifica sostanziale di due abitazioni per casa, una per piano, con pigione pari al 5 per cento del prezzo di costruzione ed una serie di criteri per la locazione a famiglie operaie. Ma il vento sta per cambiare e la questione delle case operaie in città, finora dominata dall’ideologia ed all’interessamento liberali, comincia ad interessare l’ideologia cattolica della cooperazione fondata da don Guetti, proprio allora interessata dal grande esempio dell’enciclica sociale Rerum Novarum di LeoneXIII del 1891. Con l’auspicio del Vescovo nasce nel 1896 una Società Operaia Cattolica, il cui interesse principale è quello di favorire la costruzione di case operaie.”

A cura di Laura Postinghel Tomasi

Tratto da: PAOLO OSS MAZZURANA – Il progresso al potere – di Graziano Riccadonna – edizioni– U.C.T.. – Trento